Viaggi di Gruppo min. 10 persone – 9 giorni – 8 notti

Viaggio in Armenia di Gruppo
Pensione completa in hotel 4 stelle – Pernottamenti nella capitale Yerevan
Alle origini del cristianesimo apostolico — Tra Oriente e Occidente, tra Asia ed Europa
Secondo la tradizione, il cristianesimo arrivò in terra armena già a metà del I secolo, grazie alla predicazione degli apostoli San Giuda Taddeo e San Bartolomeo. Da allora la fede ha plasmato la cultura del Paese, al punto da segnarne perfino il paesaggio: infatti khachkar (croci di pietra che fungono da cippi funerari), antichi monasteri e cattedrali punteggiano scenari naturali di grande bellezza.
Inoltre, nel 301 l’Armenia fu la prima nazione al mondo ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale di Stato.
La Chiesa armena è indipendente sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa, perché non accettò le decisioni del Concilio di Calcedonia del 451. Ancora oggi, però, è lei a custodire l’identità cristiana del popolo, accanto a una piccola ma vivace comunità cattolica armena.
Nonostante la divisione, i rapporti con la Chiesa cattolica sono molto buoni. Lo dimostrano, per esempio, il viaggio di Papa Francesco in Armenia nel 2016 e, l’anno prima, la proclamazione di San Gregorio di Narek a Dottore della Chiesa.
San Gregorio di Narek (950-1005) fu sacerdote e monaco, teologo insigne e uno dei più grandi poeti della letteratura armena. Grande devoto della Vergine Maria, le dedicò infatti diversi componimenti. Per questo, nell’aprile 2018, una sua statua è stata collocata in Vaticano, a sottolineare il valore di questa figura “ponte” tra Occidente e Oriente.
La conversione dell’Armenia è stata accompagnata da coraggiose testimonianze di fede e di martirio. Nella battaglia di Avarayr (451), raccontano gli storici, i soldati armeni affrontarono un re che voleva imporre una religione straniera. Prima dello scontro, infatti, furono esortati con queste parole: “Chi credeva che il cristianesimo fosse per noi come un abito, ora saprà che non potrà togliercelo come non ci può togliere il colore della pelle”.
Il martirio ha poi segnato la storia armena anche in tempi recenti. Oggi sappiamo che lo sterminio iniziato nel 1915 fu il primo genocidio dell’età contemporanea, una pagina terribile raccontata anche nel romanzo “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan, portato sul grande schermo dai fratelli Taviani. A Yerevan, sulla Collina delle rondini, il Memoriale di Tsitsernakaberd, costruito nel 1967, rende onore al milione e mezzo di armeni uccisi per ordine del regime ottomano dei Giovani Turchi.
Anche nei momenti più tragici, dunque, la fede ha sostenuto la coscienza del popolo armeno e lo ha aiutato a difendere la propria identità e la propria indipendenza. È un messaggio che l’Armenia consegna ancora oggi a tutto il mondo.
Ritrovo dei signori partecipanti all’aeroporto di Milano Malpensa e partenza del volo per Yerevan, capitale dell’Armenia. Arrivo all’aeroporto di Yerevan e trasferimento in hotel per il pernottamento.
È possibile partire anche da Roma e dalle principali città con collegamenti.
Prima colazione. Incontro con la guida locale parlante italiano. Partenza per la città di Etchmiatsin, l’antica capitale Vagharshapat. Il nome attuale nasce dalla tradizione secondo la quale Gesù scese dal Cielo e con un martello d’oro indicò a San Gregorio l’Illuminatore il luogo dove edificare la prima chiesa cristiana.
La parola Echmiadzin significa infatti “la discesa dell’Unigenito”. Per questo Etchmiatsin rimane il luogo più sacro dell’Armenia e la sede patriarcale del Catholicos, la maggiore autorità della Chiesa armena. Visita della chiesa di Santa Hripsimè (618 d.C.), dedicata a una delle 37 vergini martirizzate in Armenia ai primi del IV secolo per aver predicato il cristianesimo. Di seguito visita della Cattedrale di Etchmiatsin (301-303) ed escursione nel territorio della Santa Sede. Partecipazione alla Santa Messa apostolica armena.
Prima di rientrare a Yerevan, visita delle rovine della cattedrale di Zvartnots, letteralmente “tempio degli angeli vigili”: per la sua forma architettonica fu una vera innovazione per il VII secolo. Rientro a Yerevan. Dopo il pranzo in ristorante, visita del mercato di artigianato locale Vernissage. Cena e pernottamento.
Prima colazione. Partenza per la regione di Ararat per la visita del monastero fortificato di Khor Virap, luogo di pellegrinaggio e uno dei santuari più importanti per gli armeni. Da questo sito mistico è possibile avvistare lo splendido monte Ararat, alto 5.165 metri, dove, come narra la Bibbia, dopo il Diluvio Universale si fermò l’Arca di Noè. Il monastero sorge nel luogo dove fu imprigionato San Gregorio l’Illuminatore per 13 anni, a causa della sua fede cristiana, rinchiuso in un pozzo profondo sei metri, tuttora visibile, tra serpenti e scorpioni velenosi.
Nel 2001 il santuario fu visitato da San Giovanni Paolo II e nel 2016 da Papa Francesco. Partenza per la regione di Vayots Dzor. Visita al Monastero di Noravank, incastonato tra montagne spettacolari e in cima a un precipizio: fu il centro religioso della provincia di Syunik. Splendido il canyon di 8 km che porta al monastero. Noravank è uno dei capolavori dell’architettura medievale armena.
Dopo il pranzo a Vayots Dzor si rientra a Yerevan. Incontro con un sacerdote cattolico armeno e celebrazione della Santa Messa presso la cappella cattolica armena dedicata a San Gregorio di Narek, che Papa Francesco nel 2015 ha dichiarato 36° Dottore della Chiesa. Rientro in hotel a Yerevan, cena e pernottamento.
Prima colazione. Visita della città di Yerevan, che ha una storia millenaria. La storia della capitale armena risale infatti al 782 a.C., quando il re Argishti I di Urartu (il regno durato dal IX al VI secolo a.C., considerato il primo regno armeno) fondò la cittadella di Erebuni, l’attuale Yerevan.
Il cosiddetto certificato di fondazione della cittadella è esposto nel museo storico. Visita del monumento “Cascade”, progettato negli anni Venti del Novecento dall’architetto urbanista di Yerevan Alexandr Tamanyan. Cascade possiede anche un bel parco-museo a cielo aperto, con opere originali di arte contemporanea di artisti di fama mondiale.
Visita al Matenadaran, un vero museo-tesoro: è la più grande raccolta al mondo di antichi manoscritti armeni. La seconda si trova a Gerusalemme, presso San Giacomo degli Armeni, e la terza a Venezia, sull’isola di San Lazzaro degli Armeni. Si prosegue poi per il cuore della città: piazza della Repubblica, ex piazza Lenin, la più grande piazza dell’Armenia.
Dopo una breve visita alla piazza si prosegue per il museo di storia dell’Armenia, che ospita circa 400.000 pezzi esposti in 4 diversi dipartimenti. Dopo il pranzo al ristorante, visita al memoriale e museo del genocidio armeno. Celebrazione della Santa Messa dalle Suore di Madre Teresa di Calcutta.
Rientro in hotel a Yerevan, cena e pernottamento.
Prima colazione. Partenza per la regione di Lori. Visita ai monasteri di Haghpat (X-XIV sec.) e Akhtala (X-XIV sec.). Haghpat è stato il primo monastero armeno dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e custodisce una delle più famose croci di pietra, l'”Amenaprkich”. Akhtala, invece, è famoso per i suoi affreschi, che coprono una superficie di 900 metri quadrati. Rientro in hotel a Yerevan, cena e pernottamento.
Prima colazione. Partenza per la regione di Tavush, la piccola Svizzera armena. Visita di Haghartsin (X-XIV sec.), che si trova in una posizione fantastica, in un parco nazionale mozzafiato. Haghartsin significa “aquila svettante”. Si prosegue poi per la regione di Gegharkunik.
Visita al monastero di Sevan (IX sec.), sulla penisola affacciata sul lago Sevan, il più grande lago dell’area transcaucasica, a 1.900 metri sul livello del mare. Il lago è considerato “lo smeraldo d’Armenia” per le sue acque cangianti, che in alcuni momenti passano dal chiarore adamantino a bellissime tonalità di verde.
Dopo il pranzo al ristorante, visita del cimitero di Noratus, che ospita un’incredibile raccolta di tombe e steli funerarie decorate con interessantissimi bassorilievi. A Noratus si trova infatti la più grande raccolta di croci di pietra, datate dal VII al XVII secolo. Rientro in hotel a Yerevan, cena e pernottamento.
Prima colazione. Partenza per la regione di Aragatsotn. La strada offre splendide vedute delle pendici meridionali del Monte Ararat (5.165 m).
Tra paesaggi spettacolari si arriva alla Fortezza di Amberd (“fortezza tra le nuvole”), in una posizione naturalistica davvero affascinante. Fu una delle roccaforti che controllavano le vie d’accesso ad Ani, antica capitale dell’Armenia, e uno dei tratti più importanti della Via della Seta.
Si prosegue per la visita al complesso monastico di Saghmossavank, sull’orlo di un profondissimo canyon di una bellezza suggestiva e impressionante. Visita di Hovhannavank (Monastero di San Giovanni Battista, IV-XIII sec.). Rientro in hotel a Yerevan, cena e pernottamento.
Prima colazione. Partenza per la Congregazione dei Padri Mechitaristi. Celebrazione della Santa Messa. Si prosegue per la regione di Kotayk. Visita al Monastero di Gheghard: il santuario risale al IV secolo, mentre il complesso monastico è del XIII secolo.
Il Monastero di Gheghard (Monastero della lancia) è in parte scavato nella roccia. Dalla seconda metà del XIII secolo, per 500 anni, vi fu custodita la punta della lancia che secondo la tradizione ferì il costato di Gesù durante la crocifissione. Il complesso è un capolavoro dell’architettura medievale armena ed è protetto come Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Si prosegue con la visita del tempio di Garni, l’unico tempio pagano rimasto intatto dopo la cristianizzazione dell’Armenia. Fu costruito dal re armeno Tiridate I nel 77 d.C. e dedicato a Mitra, dio del Sole e della Giustizia. Pranzo in un bell’agriturismo, dove vedremo come si prepara nel tradizionale forno tonir il pane tipico armeno, il lavash, patrimonio immateriale dell’UNESCO.
Rientro a Yerevan. Visita alla cattedrale di San Gregorio l’Illuminatore, la più grande dell’Armenia, inaugurata nel 2001 per il 1700° anniversario della cristianizzazione del Paese. Qui sono custodite le reliquie di San Gregorio l’Illuminatore, giunte da Napoli per volontà di Papa Giovanni Paolo II, che nel 2001 visitò la cattedrale. Si prosegue per la visita del mercato GUM di frutta, frutta secca e spezie. Cena in hotel e pernottamento.
Trasferimento in tempo utile all’aeroporto di Zvartnots per la partenza con volo per l’Italia e arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa o, in collegamento, agli aeroporti di partenza.
Camera singola: €400 – 8 notti.
Acconto € 650 da versare all’atto dell’iscrizione.
Saldo 30 giorni prima della partenza.
I viaggi di gruppo in Armenia possono essere organizzati anche con partenza da Milano – Roma – Torino – Napoli – Catania e dalle principali città d’Italia. Vuoi altre date di partenza? Richiedi senza impegno un preventivo personalizzato QUI
Per i cittadini italiani, per l’ingresso in Armenia è richiesto il passaporto individuale, valido per tutta la durata del soggiorno. Consigliamo comunque una validità residua di almeno 6 mesi dalla data del viaggio.
I cittadini italiani e dell’Unione Europea non hanno bisogno di fare un visto per visitare l’Armenia da turisti.
In ogni caso, i cittadini italiani e comunitari possono restare in Armenia senza visto per un massimo di 180 giorni in un anno.
L’Armenia ha una superficie di 29.743 km² e si trova a sud del Caucaso.
A nord confina con la Georgia, a sud con l’Iran, a est e a sud-ovest con l’Azerbaigian e a ovest con la Turchia. Il territorio si trova in media a 1.800 metri sopra il livello del mare.
Il punto più alto è il monte Aragats (4.090 m), il punto più basso è la gola del fiume Debed (400 m). La popolazione è di circa 2.960.000 abitanti (stime 2020) e la capitale è Yerevan, con 1.100.000 abitanti. È una repubblica parlamentare.
Differenza oraria: +3 ore rispetto all’Italia, +2 ore quando in Italia è in vigore l’ora legale.
È severamente vietato fotografare installazioni militari. Sono inoltre previste pene severissime per chi fa uso di droghe.
L’Armenia è un Paese prevalentemente montuoso. Le precipitazioni sono scarse e concentrate nei mesi di aprile, maggio e ottobre, e in generale il clima è molto secco. Gli inverni sono freddi e rigidi, mentre le estati sono calde.
La stagione migliore per visitare il Paese va quindi da inizio aprile a inizio novembre, quando il clima è mite in primavera e autunno e caldo in estate.
La valuta locale è il dram armeno “AMD”: 1 euro vale circa 623 AMD.
In Armenia le principali carte (VISA, Mastercard, Diners, American Express) sono accettate solo in parte: per questo conviene avere sempre con sé anche moneta locale.
I prelievi si possono effettuare agli sportelli bancomat, ma soltanto nella capitale e in alcune delle città principali. Il limite per l’esportazione di valuta è di 10.000 dollari USA.
Se si acquistano oggetti particolari o antichi, serve inoltre una certificazione di esportazione, da farsi rilasciare dal venditore o dal Dipartimento per la Protezione dei Beni Culturali.
Le guide ufficiali locali scelte da Tu Sei Pietro Viaggi, comunque, parlano italiano.
La lingua ufficiale è l’armeno e la seconda lingua è il russo, mentre l’inglese è usato in ambito turistico.
Prefisso Italia 0039 – prefisso Armenia 00374.
È possibile chiamare l’Italia dagli alberghi, dalle poste o dai telefoni pubblici con carta telefonica. Tutto il territorio è coperto da 3 operatori di telefonia mobile.
Prima di partire bisogna attivare il roaming dalle impostazioni del proprio smartphone.
Consiglio: consultate il vostro gestore per conoscere le tariffe applicate. In alternativa si può acquistare una scheda di un operatore locale. Negli hotel è offerto il Wi-Fi.
La tensione elettrica è di 220 V, 50 Hz, come in quasi tutta Europa. Anche le prese sono di tipo europeo (CEE Schuko), quindi non serve un adattatore.
La cucina armena tradizionale offre una grande varietà di piatti, tra cui le verdure fresche e la carne sono i preferiti.
Non si può immaginare una tavola armena di festa senza il famoso barbecue, kufta, dolma o ghapama. Il pasto, infatti, è un vero rituale, dalla preparazione dei piatti fino all’ultimo minuto passato attorno al tavolo. Numerosi ristoranti di Yerevan offrono un’ampia scelta di piatti nazionali, ma non mancano locali dove assaggiare le cucine di tutto il mondo.
La religione di Stato è il cristianesimo, adottato ufficialmente nell’anno 301. La maggior parte degli armeni appartiene alla Chiesa apostolica armena, guidata dal Catholicos di tutti gli Armeni, che ha sede a Etchmiatsin.
Viaggiare Sicuri: www.viaggiaresicuri.it