L’11 febbraio 1858, in una grotta ai margini di un piccolo centro ai piedi dei Pirenei, una ragazza di quattordici anni, povera e analfabeta, vide per la prima volta “una Signora vestita di bianco”. Da quell’incontro, ripetuto diciotto volte in pochi mesi, Lourdes è diventata uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati al mondo. Ripercorriamo la storia delle apparizioni, il profilo di santa Bernadette Soubirous e il significato di un messaggio che continua a parlare a milioni di pellegrini.
Il contesto: due apparizioni che preparano Lourdes
Prima di Lourdes, la tradizione cattolica riconosce altre due apparizioni mariane legate agli stessi anni.
- Parigi, Rue du Bac, luglio 1830 — la Vergine appare alla novizia Caterina Labouré e chiede di coniare una medaglia con l’invocazione “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”: è la Medaglia Miracolosa.
- La Salette, 19 settembre 1846 — a 1.800 metri di altezza, la Madonna appare a due pastorelli, Maximin Giraud e Mélanie Calvat, con un messaggio di conversione e penitenza.
Dodici anni dopo La Salette, l’8 dicembre 1854, papa Pio IX proclama con la bolla Ineffabilis Deus il dogma dell’Immacolata Concezione: Maria preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Sarà proprio questo il nome con cui, quattro anni dopo, la Vergine si presenterà a Bernadette.
Il 1858 è anche un anno segnato politicamente. In Francia regna Napoleone III, sostenuto da governi di impronta massonica e anticlericale, che allontana progressivamente lo Stato dalla Chiesa cattolica. Il Sud del Paese, e la contea di Bigorre in particolare, resta ai margini di questo clima: una regione povera, dimenticata dalle trasformazioni dell’epoca, dove famiglie come i Soubirous vivono alla giornata.
È in questo contesto di povertà diffusa e di ostilità verso la fede che la Vergine sceglie di apparire proprio a Lourdes, e proprio alla più povera tra i poveri.
Chi era Bernadette Soubirous

Bernadette nasce il 7 gennaio 1844 al Mulino di Boly, a Lourdes, primogenita di François e Louise Soubirous. La famiglia, un tempo proprietaria di un mulino avviato, perde tutto per una serie di disgrazie economiche e nel 1857 è costretta a vivere nel “Cachot”, un’ex prigione dismessa perché giudicata inadatta persino ai detenuti: una sola stanza di 3,37 per 4,40 metri per cinque persone, accanto alle latrine cittadine.
Bernadette cresce malaticcia — da bambina sopravvive al colera e porta per tutta la vita un’asma cronica, aggravata dall’umidità del Cachot, l’angusta ex prigione in cui la famiglia è costretta a vivere — e non può frequentare la scuola: a tredici anni lavora già come domestica. È da questa condizione di estrema povertà e fragilità che, l’11 febbraio 1858, esce con la sorella Marie Antoinette e un’amica per raccogliere legna da ardere, fermandosi davanti alla grotta di Massabielle.
La grotta di Massabielle
Il nome Massabielle, dal dialetto bigordano, significa “roccia vecchia”. È una cavità carsica di circa 27 metri di altezza complessiva, profonda 9,50 metri e larga 9,85, affacciata sul fiume Gave de Pau: prima delle apparizioni era usata come porcilaia, riparo per i maiali al pascolo.
All’interno della grotta, all’altare si celebrano messe consecutivamente in diverse lingue e la preghiera del rosario che, in particolari ore della giornata, viene trasmessa in TV.
Oggi la grotta ospita la statua della Madonna Immacolata realizzata dallo scultore Joseph-Hugues Fabisch, alta 1,88 metri, consacrata nel 1864 davanti a ventimila persone — ma quando gliela mostrarono, Bernadette si indispettì: la trovò bruttina e per nulla somigliante alla bellissima Signora che aveva visto.
Il testimone: Jean-Baptiste Estrade
Gran parte di ciò che sappiamo nel dettaglio delle apparizioni arriva da un solo vero testimone: Jean-Baptiste Estrade (1821-1909), impiegato dell’amministrazione delle imposte a Lourdes. All’inizio è scettico, quasi infastidito dall’entusiasmo popolare per i fatti della grotta — ma tutto cambia alla settima apparizione, il 23 febbraio 1858, quando assiste di persona all’estasi di Bernadette e, scrive, “piegai le ginocchia” davanti all’evidenza.
Sua sorella, con cui viveva, era legata a Bernadette da una vera amicizia: la veggente, dopo ogni estasi, passava spesso da lei, “una nostra piccola amica, una della famiglia”. Fratello e sorella raccoglievano così, giorno per giorno, i racconti di Bernadette appena uscita dalla grotta, annotando tutto “secondo la loro data” per non dimenticare nulla.
Da questo diario nasce, nel 1889, il libro Les apparitions de Lourdes. Souvenirs intimes d’un témoin — pubblicato solo dopo anni di insistenze da parte di padre Rémi Sempé e dell’arcivescovo di Reims, monsignor Langénieux, che lo convinse a mettere per iscritto la propria testimonianza “da galantuomo”, non da letterato. Insieme alle deposizioni raccolte negli interrogatori diocesani a Bernadette, resta ancora oggi la fonte più diretta e attendibile su come si svolsero davvero le apparizioni.
Le diciotto apparizioni (11 febbraio – 16 luglio 1858)
Tra febbraio e luglio del 1858 la Vergine appare a Bernadette per diciotto volte. Le tappe principali:
- 11 febbraio — Prima apparizione: Bernadette vede “una Signora in bianco”, con cintura azzurra e una rosa dorata su ogni piede, che recita il rosario insieme a lei senza muovere le labbra, tranne che per il Gloria.
- 14 febbraio — Bernadette porta acqua benedetta e la asperge sulla Signora, che sorride e china il capo.
- 18 febbraio — Per la prima volta la Signora parla: “Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell’altro”, e chiede a Bernadette di tornare per quindici giorni.
- 24 febbraio — Primo invito alla penitenza: “Penitenza! Penitenza! Penitenza! Pregate Dio per i peccatori! Baciate la terra in espiazione per i peccatori!”.
- 25 febbraio — Bernadette scava con le mani nel terreno fangoso su indicazione della Signora: nasce una sorgente che da allora non si è mai disseccata, con una portata di circa 120.000 litri al giorno.
- 1° marzo — Prima guarigione miracolosa documentata: una donna di Lourdes, Catherine Latapie, recupera l’uso del braccio immergendolo nell’acqua della sorgente.
- 2 marzo — La Signora chiede che i sacerdoti vengano in processione e che si costruisca una cappella sul luogo.
- 25 marzo — Alla quarta richiesta di Bernadette, la Signora rivela finalmente il proprio nome, in dialetto bigordano: “Que soy era immaculada councepciou” — “Io sono l’Immacolata Concezione”. Bernadette, che non conosceva questa espressione teologica proclamata dogma solo quattro anni prima, ripete la frase senza comprenderla fino al parroco.
- 7 aprile — Il “miracolo della candela”: durante l’estasi la fiamma lambisce a lungo la mano di Bernadette senza bruciarla, fatto constatato dal medico presente.
- 16 luglio — Diciottesima e ultima apparizione, in silenzio, dall’altra riva del Gave: la grotta, nel frattempo, era stata chiusa con una recinzione dalle autorità. Bernadette raccontò in seguito che la Madonna era bellissima e con l’abito carmelitano.
Lo scetticismo del parroco Peyramale
Quando Bernadette gli riferisce per la prima volta la richiesta della Signora — una cappella sulla grotta — il parroco di Lourdes, l’abate Dominique Peyramale, non le crede affatto. Lo trova un capriccio: una donna senza nome, scalza, che vive in una grotta, non merita di essere presa sul serio. Pone allora una condizione, anzi due: che la Signora riveli il proprio nome e che faccia fiorire il roseto selvatico della grotta. Solo allora, dice, farà costruire la cappella.
La santa Vergine risponde come una Regina
Bernadette riporta la richiesta alla Signora per due volte, nelle apparizioni successive. La risposta, ogni volta, è solo un sorriso: il roseto non fiorisce mai su richiesta, né la Madonna risponde alle condizioni poste dal parroco. A convincere Peyramale non sarà dunque un segno dei fiori, ma le parole che Bernadette gli riporta il 25 marzo: “Que soy era immaculada councepciou”. Un’espressione teologica che una ragazza analfabeta di quattordici anni non poteva conoscere né inventare. Da quel momento lo scettico Peyramale diventa il più strenuo difensore della veggente e delle apparizioni.
Il riconoscimento della Chiesa e le basiliche
Nel 1858 il vescovo di Tarbes, monsignor Bertrand-Sévère Laurence, istituisce una commissione di indagine. Dopo quattro anni di studi, il 18 gennaio 1862 la Chiesa riconosce ufficialmente che “l’Immacolata Maria, Madre di Dio, è realmente apparsa a Bernadette Soubirous” e autorizza il culto.
Da allora il Santuario cresce sulla roccia sopra la grotta, a partire proprio dalla cappella che la Signora aveva chiesto a Bernadette fin dalla settima apparizione.
I luoghi di culto

La Cripta (1866) — il primo edificio del Santuario, inaugurato il 19 maggio 1866: è la cappella letteralmente richiesta dalla Madonna, l’unica che santa Bernadette poté vedere completata. Si trova esattamente sopra la grotta, incassata nella roccia tra la basilica del Rosario e quella dell’Immacolata Concezione, che fu costruita sopra di essa. Dall’ingresso un corridoio di circa 25 metri, con le pareti coperte di ex voto, conduce alla piccola chiesa interna, raccolta e intima.

Qui, nella Cripta, è custodita la teca con le reliquie di santa Bernadette, meta di preghiera silenziosa per i pellegrini che risalgono il corridoio degli ex voto prima di entrare.

Basilica dell’Immacolata Concezione (1876) — costruita sopra la Cripta, in stile neogotico. Progettata dall’architetto Hippolyte Durand, iniziata nel 1866 e consacrata il 1° luglio 1876.

Basilica di Nostra Signora del Rosario (1901) — costruita più in basso, davanti alla precedente, su progetto dell’architetto Léopold Hardy. Consacrata il 6 ottobre 1901. Quindici cappelle dedicate ai misteri del Rosario, davanti alla statua della Vergine Incoronata.

Basilica di San Pio X (1958) — la grande basilica sotterranea, a forma di ellisse, firmata dall’architetto Pierre Vago con l’ingegnere Eugène Freyssinet: 201 metri di lunghezza per 81 di larghezza, 12.000 m² in tutto. Può accogliere fino a 20.000 persone (5.000 posti a sedere); fu consacrata il 25 marzo 1958, nel centenario dell’apparizione in cui la Madonna rivelò il proprio nome. Lungo le pareti laterali corrono grandi pannelli luminosi in gemmail che raffigurano la Via Crucis, i misteri del Rosario e le apparizioni, insieme a immagini dei santi legati alla devozione di Lourdes.
La spianata davanti alla Basilica

Davanti alla Basilica del Rosario si apre il lungo spiazzo dell’Esplanade, dominato dalla grande statua della Madonna Coronata (1871, dello scultore Josef-Ignaz Raffl).

È qui che ogni sera, dietro quella statua, si snoda la processione mariana con le fiaccole, in cui i pellegrini, candela alla mano, recitano il rosario proseguendo il gesto che la stessa Bernadette compiva alla grotta con la sua candela benedetta.
La sorgente e il fiume Gave

Accanto alla grotta, lungo la roccia, si trovano ancora oggi le fontanelle collegate alla sorgente scaturita per intervento della Madonna durante la nona apparizione: è lì che i pellegrini raccolgono l’acqua di Lourdes, da bere o da portare a casa.
Il rito delle candele

Attorno alla grotta sorgono le sette cappelle di luce, dove i pellegrini accendono le candele votive: fino a 4.000 possono ardere contemporaneamente, per circa 1,4 milioni di ceri l’anno. A occuparsene sono i feutiers, gli addetti che sorvegliano le fiamme e raccolgono la cera esausta, rifusa e trasformata in nuove candele.
I miracoli sui malati

Nel 1883, su richiesta di padre Rémi Sempé, nasce il Bureau des Constatations Médicales, l’ufficio che raccoglie ed esamina le documentazioni mediche delle guarigioni istantanee e anche attribuite all’acqua della sorgente; le sue procedure furono approvate da papa Leone XIII nel 1886. Un medico permanente valuta ogni caso segnalato; quelli ritenuti straordinari passano al Comité Médical International de Lourdes (CMIL), una ventina di specialisti internazionali di fedi diverse che si pronunciano, a maggioranza dei due terzi, sulla sola inspiegabilità medica della guarigione — mai sul miracolo in sé, la cui dichiarazione resta competenza del vescovo della diocesi d’origine del guarito. Dal 1858 la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente 71 guarigioni come miracolose, l’ultima nel dicembre 2024 (la guarigione di John Traynor, veterano inglese della Prima guerra mondiale, risalente al 1923). Nella foto, un momento di adorazione eucaristica nella Basilica di San Pio X: un altro spazio di preghiera silenziosa che scandisce le giornate dei pellegrini in cerca di una grazia.
Conversioni clamorose
Una delle tantissime conversioni che si ritennero clamorose, ed è da annotare, fu quella del dott. Alexis Carrel, medico e scienziato francese che vinse il Premio Nobel per la medicina nel 1912.
Inizialmente agnostico e scettico, Carrel si recò a Lourdes nel 1903 come medico a bordo di un treno di pellegrini, per cercare in ogni modo di scovare l’inganno dietro ai miracoli che ormai in tutta la Francia si erano diffusi come notizia. Lì fu testimone oculare della guarigione immediata e scientificamente inspiegabile di una ragazza in fin di vita affetta da peritonite tubercolare, Marie Bailly.
La conversione
Questo evento sconvolse la sua visione puramente razionalista, avvicinandolo alla fede e portandolo a scrivere il celebre saggio postumo “Viaggio a Lourdes”. Dopo aver testimoniato e difeso pubblicamente la guarigione inspiegabile a Lourdes nel 1903, Carrel incontrò una fortissima ostilità da parte dell’ambiente medico di Lione, all’epoca fortemente intriso di positivismo e anticlericalismo. Capendo che la sua carriera in Francia era ormai bloccata, decise di emigrare prima in Canada e poi negli Stati Uniti. Fu proprio in America, presso il prestigioso Rockefeller Institute di New York, che compi le straordinarie ricerche sulle suture vascolari che gli valsero il Premio Nobel nel 1912.
In anni più recenti, anche un altro premio Nobel per la medicina, Luc Montagnier, ha studiato a fondo e difeso la serietà medica dei protocolli di verifica delle guarigioni di Lourdes.
Dopo le apparizioni: la vita e la morte di Bernadette

Le apparizioni non portano sollievo alla vita di Bernadette, anzi: diffidenza, curiosità morbosa e una violenta campagna di stampa la accompagnano per anni. Nel 1866, in cerca di quiete, entra nella Congregazione delle Suore della Carità di Nevers: “Sono venuta qui per nascondermi”, dirà.
Vi trascorre tredici anni come religiosa semplice, spesso malata, svolgendo mansioni di infermiera. La tubercolosi e un tumore osseo al ginocchio la consumano progressivamente e, rammentando la macina del mulino paterno, confida negli ultimi mesi: “Sono macinata come un chicco di grano”. Muore il 16 aprile 1879, a 35 anni.
La canonizzazione della veggente
Viene beatificata nel 1925 e canonizzata l’8 dicembre 1933, festa dell’Immacolata Concezione, da papa Pio XI. Il suo corpo, riesumato in vista della beatificazione, risulta sorprendentemente intatto: è tuttora esposto in una teca di vetro nella cappella della casa madre delle Suore della Carità a Nevers.
Il significato del messaggio di Lourdes
Dietro i gesti chiesti dalla Signora a Bernadette, la tradizione cattolica legge un messaggio spirituale preciso:
- La roccia: simbolo di Cristo.
- L’acqua — non è di per sé “acqua santa” né ha proprietà terapeutiche: la stessa Bernadette ricordava che “quest’acqua non avrebbe virtù senza fede”. Rimanda alla purificazione.
- La luce: il gesto dell’accensione delle candele che fa memoria del proprio battesimo.
- La penitenza — l’invito ripetuto a pregare e fare penitenza “per i peccatori” è il cuore del messaggio, insieme alla richiesta di recitare il rosario per intero.
- Il silenzio — nelle prime e nelle ultime apparizioni la Vergine resta in silenzio, a indicare che il silenzio è condizione per ascoltare la voce di Dio.
- I malati — fin dall’inizio Lourdes è legata alla cura dei sofferenti: ancora oggi migliaia di hospitalliers volontari accompagnano ogni anno i pellegrini ammalati.
Il “Rosario di Bernadette”
La corona che la Signora tiene tra le mani, e ancora oggi quella sulla statua, e che fa scorrere insieme a Bernadette, ha sei decine e non cinque come i rosari tradizionali.
Fu proprio la Madonna a chiedere a Bernadette di recitare una decina in più in suffragio delle anime del Purgatorio, troppo numerose perché ne basti una in meno. Questa corona a sei decine, nota ancora oggi come Rosario di Bernadette, anticipa di sessant’anni un invito che la Madonna ripeterà a Fatima.
Il Santuario oggi

A più di centosessant’anni dalle apparizioni, il Santuario di Lourdes resta una delle mete di pellegrinaggio più visitate del mondo cattolico, al pari di Fatima e Medjugorje, con milioni di visitatori ogni anno. Il Dominio del Santuario si estende su 55 ettari e raccoglie 28 luoghi di culto.
La grotta di Massabielle ne resta il cuore, con le tre basiliche, le piscine per il bagno nell’acqua della sorgente e lo spazio della celebre processione serale con le fiaccole, che ogni sera raccoglie i pellegrini in preghiera davanti alla grotta illuminata.
Il Mont des Espélugues e la Via Crucis

La collina alle spalle della grotta, dove si sale il Chemin de Croix des Espélugues: la Via Crucis en plein air del Santuario, con le quattordici stazioni lungo il sentiero.
Il Cachot e il centro storico

Fuori dal recinto del Santuario, nelle viuzze della città vecchia, si visita il Cachot dove visse la famiglia Soubirous, e poco distante il Moulin de Boly, il mulino di famiglia dove Bernadette nacque: gestito dai genitori di Bernadette, che non erano tagliati per gli affari, fallì nel 1854, gettando la famiglia nella miseria che li avrebbe portati proprio al Cachot. Oggi è un museo.
Poco distante, nella chiesa parrocchiale del Sacré-Cœur, costruita tra il 1875 e il 1903, è conservato il fonte battesimale della vecchia chiesa di Saint-Pierre dove Bernadette fu battezzata il 9 gennaio 1844: qui riposa anche l’abate Peyramale, il parroco scettico diventato poi il più convinto difensore delle apparizioni.
Il Carmelo di Lourdes

Il monastero delle Carmelitane Scalze, fondato nel 1876 sull’altra riva del Gave, proprio di fronte alla grotta. Le suore si sostengono con un piccolo artigianato: biscotti, cioccolatini, ricami e candele lavorati a mano, che i pellegrini possono acquistare facendo tappa al monastero, dove è possibile fermarsi, secondo la disponibilità, per ascoltare una testimonianza di vita donata a Cristo, in devozione alla Vergine.
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Organizzazione a cura di Tu Sei Pietro Viaggi.
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