Ogni anno milioni di pellegrini raggiungono Fatima, piccolo centro del Portogallo centrale diventato uno dei santuari mariani più importanti del mondo. A differenza di altri luoghi di apparizione, la storia di Fatima è stata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa fin dal 1930, e i tre veggenti sono oggi tutti canonizzati o in causa di beatificazione. In questa guida ripercorriamo i fatti, i luoghi e il messaggio, con le date principali della loro approvazione ecclesiale.

Fatima è un comune del Portogallo centrale, nel distretto di Santarém, diocesi di Leiria-Fatima. Il cuore degli eventi del 1917 è la Cova da Iria, una grande spianata verde a forma di anfiteatro, oggi occupata dal santuario. Poco distante sorge Aljustrel, la frazione dove nacquero e vissero i tre pastorelli, e dove si trovano ancora le loro case.
Per capire il clima in cui nascono le apparizioni bisogna risalire a qualche anno prima. Il 1° febbraio 1908 il re Carlo I e il principe ereditario Luís Filipe vengono assassinati a Lisbona, in Praça do Comércio, da rivoluzionari repubblicani legati alla Carbonária, società segreta di ispirazione massonica che aveva infiltrato ampi settori dell’esercito e della vita pubblica portoghese. Il 5 ottobre 1910 una rivoluzione repubblicana rovescia la monarchia: nasce la Prima Repubblica, guidata da governi di orientamento laicista e anticlericale.
Nel 1911 il primo ministro Alfonso Costa fa approvare la Legge di separazione tra Chiesa e Stato: espulsione dei religiosi, confisca dei beni ecclesiastici, divieto dell’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, scuole e stampa di Stato impegnate in una sistematica propaganda anticlericale. Il clero viene ostacolato nel ministero, molte chiese chiuse o requisite.
Questo clima di instabilità politica e ostilità alla fede, nato dalla rivoluzione del 1910, non si esaurisce in pochi anni: la Prima Repubblica, segnata da decine di governi e colpi di stato in meno di vent’anni, lascia il posto nel 1926 a una dittatura militare e poi, dal 1933, all’Estado Novo di Salazar; occorrerà attendere la Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974 perché il Portogallo torni a un ordine democratico stabile.
La legge del 1911 non si limita a chiudere le scuole religiose: scioglie le congregazioni e gli ordini religiosi, ne espelle i membri dal Paese e confisca i beni ecclesiastici, mobili e immobili, compresi gli edifici di culto. Ancora oggi diversi edifici religiosi storici restano formalmente patrimonio dello Stato portoghese pur essendo aperti al culto: è il caso, a Lisbona, del Monastero dos Jerónimos, classificato monumento nazionale e gestito dallo Stato. Il Concordato del 1940 tra Portogallo e Santa Sede ha poi restituito alla Chiesa libertà d’azione e alcuni beni, ma non ha annullato tutte le nazionalizzazioni del 1911.
Le campagne, più isolate e meno raggiunte da questa repressione, conservano però la vita cristiana di sempre — ed è in una di queste campagne, Aljustrel, che si svolge la nostra storia.

Lucia dos Santos, nata il 22 marzo 1907, era la maggiore dei tre e l’unica a parlare con la Madonna durante le apparizioni. Dopo gli eventi del 1917 entrò nelle Suore di Santa Dorotea e, dal 1948, nel Carmelo di Coimbra, dove visse come suor Maria Lucia di Gesù fino alla morte, il 13 febbraio 2005, a 97 anni. Fu lei a mettere per iscritto, su richiesta della Chiesa, i ricordi delle apparizioni e il terzo segreto.
Francesco Marto, nato l’11 giugno 1908, era il contemplativo del gruppo: durante le apparizioni dell’Angelo e della Madonna vedeva, ma non sempre sentiva le parole. Amava la natura, il silenzio e il suono del flauto. Morì il 4 aprile 1919, a dieci anni, per una broncopolmonite legata all’epidemia di influenza “spagnola”.
Giacinta Marto, sorella di Francesco, nata il 10 marzo 1910, fu la più piccola e la più colpita dalla visione dell’inferno mostrata dalla Madonna: da quel momento si dedicò con grande intensità alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Si ammalò anch’essa di influenza “spagnola” e morì il 20 febbraio 1920 a Lisbona, non ancora decenne.
Francesco e Giacinta furono beatificati da Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000 e canonizzati da papa Francesco il 13 maggio 2017, nel centenario delle apparizioni: sono i più giovani santi non martiri della Chiesa cattolica.
Già nel 1915, un anno prima delle apparizioni ufficiali dell’Angelo, Lucia — allora con tre compagne di pascolo, Teresa Matias, sua sorella Maria Rosa e Maria Justino, non ancora con i cugini Francesco e Giacinta — raccontò nelle sue Memorie di aver visto per tre volte, sospesa nell’aria sopra gli alberi, “una figura simile a una statua di neve”, resa un po’ trasparente dai raggi del sole: una manifestazione che lei stessa giudicò poi preparatoria rispetto a quanto sarebbe accaduto l’anno successivo. Fu infatti l’anno dopo, nel 1916, che i tre pastorelli ricevettero insieme, per tre volte, la visita di un Angelo che si presentò come “l’Angelo della Pace” e “l’Angelo del Portogallo”.

Nella prima apparizione, in primavera, alla Loca do Cabeço, l’Angelo insegnò loro una preghiera di adorazione: “Mio Dio, io credo, adoro, spero in Voi e Vi amo. Chiedo perdono per quelli che non credono, non sperano, non Vi amano”.
Nella seconda, in estate, presso il pozzo di casa di Lucia, li esortò a pregare e offrire sacrifici: “I Cuori di Gesù e di Maria hanno progetti di grazia per voi”.
Nella terza, in autunno, apparve con un calice e un’ostia sospesa, dalla quale cadevano gocce di sangue: diede la comunione a Lucia e il contenuto del calice a Francesco e Giacinta, affidando loro una preghiera di riparazione alla Santissima Trinità.

Era domenica. I tre cuginetti, dopo la Messa parrocchiale, condussero il gregge fino alla Cova da Iria. Videro un lampo, poi, ferma su un piccolo leccio, una Signora “più luminosa del sole”, vestita di bianco, con un rosario tra le mani. Alla domanda di Lucia, “Da dove venite?”, rispose: “Vengo dal Cielo”. Chiese ai bambini di tornare nello stesso luogo per sei mesi, il 13 di ogni mese, promettendo poi di rivelare cosa volesse da loro. Lucia chiese anche se lei stessa, Francesco e Giacinta sarebbero andati in Paradiso: la Signora rispose di sì per tutti, aggiungendo che Francesco avrebbe dovuto prima “recitare molti Rosari”.
Prima di sparire verso oriente, in una luce intensa, disse: “Dite il Rosario ogni giorno, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra”. Tornati a casa, Giacinta non seppe tacere, e i genitori — increduli — minacciarono e percossero Lucia perché ritrattasse. Lei non lo fece mai.
Il 13 giugno, giorno di Sant’Antonio e di grande festa in tutto il Portogallo, Giacinta preferì alla fiera del paese l’appuntamento alla Cova: “Sant’Antonio non è bello… la Madonna è molto più bella”, disse alla madre. Circa cinquanta persone erano presenti. La Madonna chiese di imparare a leggere e di recitare ogni giorno il Rosario, e aprì per la seconda volta le mani, mostrando ai bambini un cuore circondato di spine: il Cuore Immacolato di Maria, “oltraggiato dai peccati dell’umanità”. Rivelò quindi a Lucia che presto avrebbe portato in Cielo Francesco e Giacinta, mentre lei sarebbe rimasta più a lungo sulla terra, “perché Gesù vuole servirsi di te perché io sia conosciuta e amata”, aggiungendo: “Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio”.
Nei giorni seguenti l’intero paese iniziò a parlare dei tre fanciulli; il parroco, interrogato dai genitori preoccupati, rispose con prudenza che l’origine del fenomeno non era chiara, e che “il tempo lo dirà”.
Fu l’apparizione più drammatica. Circa 4.000 persone erano riunite quando la Madonna, aprendo di nuovo le mani, mostrò ai tre bambini un mare di fuoco e anime di dannati tra le fiamme — una visione che li terrorizzò al punto che la folla li udì gridare. Poi disse: “Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”, e affidò loro quello che sarebbe passato alla storia come il “Segreto di Fatima”, in tre parti (ne parliamo più sotto).
Pronunciò anche parole divenute celebri sul destino del mondo: “Se faranno quanto vi ho detto, molti si salveranno e avranno pace. La guerra finirà… ma se gli uomini non cesseranno di offendere Dio, scoppierà un’altra e più terribile guerra”. Chiese infine la recita, dopo ogni mistero del Rosario, della preghiera divenuta celebre in tutto il mondo cattolico: “Gesù mio, perdonateci, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose”.
Quel giorno i pastorelli non poterono recarsi all’appuntamento: l’amministratore di Vila Nova de Ourém, Arturo de Oliveira Santos, di orientamento repubblicano e anticlericale, li condusse con un inganno nella propria città, lasciando ad attenderli invano alla Cova una folla stimata in ventimila persone. Interrogati, minacciati e infine chiusi in carcere perché rivelassero il segreto, i tre bambini non cedettero: pregarono di poter morire piuttosto che tradire la promessa fatta alla Signora. Un medico, chiamato a visitarli per verificarne la sanità mentale, li dichiarò perfettamente normali. Rilasciati il 15 agosto, la Madonna apparve loro comunque pochi giorni dopo, il 19 agosto, a Valinhos, ripetendo la richiesta di preghiera e di sacrificio “perché molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro”.
Circa 25-30.000 persone — tra cui diversi sacerdoti — erano ormai presenti alla Cova da Iria. La Madonna promise che in ottobre avrebbe compiuto “un miracolo, perché tutti credano”. Diversi testimoni, tra cui un giovane seminarista divenuto in seguito Vicario generale della diocesi di Leiria, riferirono di aver visto un globo luminoso attraversare il cielo e una pioggia di petali bianchi che svanivano prima di toccare terra.
La Madonna si presentò per l’ultima volta dicendo: “Sono la Madonna del Rosario… voglio che qui si costruisca una cappella in mio onore”. Fu in questa occasione che si verificò il celebre “miracolo del sole”: davanti a una folla stimata in circa 70.000 persone, radunate sotto una pioggia battente, il sole apparve come un disco d’argento che ruotava su se stesso proiettando luci colorate, per poi sembrare precipitare verso la terra, in un fenomeno durato alcuni minuti. Molti testimoni, credenti e scettici, descrissero anche l’asciugarsi improvviso degli abiti fradici di pioggia. Il fenomeno fu osservato anche da persone che si trovavano a diversi chilometri di distanza, al di fuori della Cova da Iria. Qui accanto, la chiesa parrocchiale ancora esistente di Fatima, dedicata a Nossa Senhora dos Prazeres, dove furono battezzati i tre pastorelli.

La Madonna si identifica qui con un titolo preciso, “la Madonna del Rosario”. Non è l’unico nome mariano legato a Fatima: la chiesa parrocchiale del villaggio, già esistente prima delle apparizioni e dove i tre pastorelli furono battezzati, è dedicata a Nossa Senhora dos Prazeres (Nostra Signora dei Piaceri). Il nome “Nostra Signora della Luce” ricorre invece nei racconti della prima apparizione: Lucia descrisse la Madonna come “una Signora vestita di bianco, più luminosa del sole”, avvolta da un bagliore intenso. Nelle sue Memorie, Lucia racconta inoltre che durante l’apparizione di settembre la Madonna annunciò che in ottobre sarebbero venuti anche “il Signore, la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine, San Giuseppe con il Bambino Gesù”; e infatti, subito dopo il miracolo del sole, i tre pastorelli videro in successione proprio queste immagini — un dettaglio che Lucia stessa collega, anni dopo, alla propria scelta di entrare tra le Carmelitane.
Il 13 luglio 1917 la Madonna affidò ai tre pastorelli un messaggio in tre parti, che Lucia mise per iscritto solo anni dopo, su richiesta dei suoi superiori.
Il primo segreto è la visione dell’inferno mostrata ai bambini, già citata sopra.
Il secondo segreto riguarda la Prima e la Seconda guerra mondiale, e la richiesta della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, perché — secondo le parole riportate da Lucia — “se i miei desideri saranno soddisfatti, la Russia si convertirà e sarà concessa la pace al mondo; se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni contro la Chiesa”.
Il terzo segreto restò sigillato in Vaticano, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, dal 1957. Fu reso pubblico il 26 giugno 2000, per volontà di Giovanni Paolo II, con un commento teologico del cardinale Joseph Ratzinger. Il testo descrive una visione simbolica: un “Vescovo vestito di bianco” che cade colpito mentre cammina tra altri martiri, in una città semidistrutta. Secondo l’interpretazione accolta dalla Chiesa e confermata da suor Lucia, quella figura rappresenta il Papa, e la visione è stata collegata all’attentato subito da Giovanni Paolo II in piazza San Pietro il 13 maggio 1981 — esattamente nell’anniversario della prima apparizione. Lo stesso Giovanni Paolo II attribuì la propria sopravvivenza a una protezione materna della Madonna di Fatima, e fece incastonare il proiettile che lo colpì nella corona della statua custodita nel santuario.
A differenza di altri luoghi di apparizione mariana, la vicenda di Fatima ha ricevuto un riconoscimento ecclesiale rapido e definitivo:

Fatima è una delle devozioni mariane più legate al magistero pontificio degli ultimi cento anni. Paolo VI vi si recò il 13 maggio 1967, per il cinquantesimo anniversario. Giovanni Paolo II vi tornò tre volte — nel 1982, un anno dopo l’attentato, nel 1991 e nel 2000 per la beatificazione dei due pastorelli — e considerò sempre la Madonna di Fatima legata in modo speciale alla propria vita. Il cardinale Joseph Ratzinger, poi Benedetto XVI, visitò suor Lucia nel Carmelo di Coimbra nel 1996 e, da Papa, definì quello di Fatima “il messaggio profetico più importante del XX secolo”. Papa Francesco vi è tornato nel 2017 per la canonizzazione dei due pastorelli, Francesco e Giacinta, nel centenario esatto delle apparizioni. Suor Lucia, per ora dichiarata venerabile, attende invece la beatificazione: la causa, aperta nel 2017, è tuttora in corso.

Al centro del messaggio di Fatima ci sono alcuni elementi che ancora oggi guidano la devozione dei pellegrini:
Il Rosario quotidiano — la Madonna ne chiese la recita in ogni apparizione, come strumento di pace nel mondo.
La devozione dei primi sabati del mese — Il 10 dicembre 1925, ormai suora a Pontevedra, Lucia ricevette una nuova apparizione: la Madonna le apparve accanto al Bambino Gesù sorretto da una nube luminosa, mostrandole il Cuore trafitto dalle spine “che gli uomini ingrati Le conficcano in ogni momento, senza che vi sia nessuno che faccia un atto di riparazione per toglierle”. Chiese quindi la pratica dei cinque primi sabati consecutivi del mese: confessione, comunione, recita del Rosario e quindici minuti di meditazione sui misteri, in riparazione al Cuore Immacolato.
La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria — personale, familiare o di intere nazioni, secondo la richiesta più volte ribadita nelle apparizioni.
La penitenza e il sacrificio per la conversione dei peccatori — vissuta in modo radicale dai tre pastorelli: rinunciavano alla loro merenda per darla a bambini più poveri, si astenevano dal bere acqua nelle giornate più calde, e per settimane portarono stretta ai fianchi, sulla pelle nuda, una ruvida corda come segno di penitenza. Piccoli gesti quotidiani, offerti — dicevano — “per consolare Nostro Signore e per convertire i peccatori”.
Francesco e Giacinta morirono entrambi bambini, nel giro di pochi mesi l’uno dall’altra, falcidiati dalla pandemia di influenza “spagnola” che in quegli anni colpiva duramente anche il Portogallo: Francesco il 4 aprile 1919, a 10 anni; Giacinta il 20 febbraio 1920, a 9 anni, a Lisbona, dove era stata portata per cure. Lucia, invece, visse quasi novant’anni dopo le apparizioni, portando da sola il peso di essere l’unica testimone ancora in vita. Nel 1921 il vescovo di Leiria la mandò a studiare all’Asilo di Vilar, a Porto, sotto il nome di “Maria delle Dolori”, per proteggerne l’identità: una vita totalmente diversa da quella semplice di Aljustrel, vissuta nell’anonimato più completo.
A 16 anni entrò tra le Figlie di Maria delle Suore di Santa Dorotea; fu poi inviata in Spagna, a Tuy e Pontevedra, dove nel 1925 e nel 1929 ricevette le apparizioni che completarono il messaggio di Fatima (i primi sabati e la richiesta di consacrazione della Russia). Nel 1948 realizzò infine il desiderio, coltivato da anni, di farsi carmelitana, entrando nel Carmelo di Santa Teresa a Coimbra, dove rimase per 57 anni fino alla morte, il 13 febbraio 2005. Fu lei a scrivere, su richiesta dei superiori ecclesiastici, le Memorie con il racconto dettagliato delle apparizioni e il testo del terzo segreto, custodito sigillato in Vaticano dal 1957 al 2000. Incontrò personalmente Paolo VI, Giovanni Paolo II (che la visitò più volte) e il cardinale Joseph Ratzinger, poi Benedetto XVI. È sepolta nella basilica del santuario, accanto alla cugina Giacinta, da lei sempre amata con grande intensità. Il processo per la sua beatificazione è stato avviato nel 2017.

Il santuario sorge sul luogo stesso delle apparizioni, nella Cova da Iria, ed è oggi uno dei complessi religiosi più grandi al mondo: per l’afflusso ininterrotto di pellegrini da ogni continente è stato definito “l’altare del mondo”. La spianata del Santuario di Fatima (Piazza Pio XII e Giovanni Paolo II) si estende per circa 86.000 metri quadrati ed è in grado di accogliere fino a 300.000 persone, in particolare quando si celebrano le sei apparizioni della Santa Vergine, il 13 di ogni mese da maggio a ottobre. È una grande spianata, fiancheggiata da alberi a nord e a sud e circoscritta, a est e a ovest, rispettivamente dalla Basilica di Nostra Signora del Rosario e dalla Basilica della Santissima Trinità: uno spazio che invita al raccoglimento e alla preghiera, capace di accogliere le grandi assemblee che si riuniscono a Fatima.

La Cappellina delle Apparizioni è il cuore del santuario: fu costruita esattamente nel punto in cui apparve la Madonna, in risposta alla sua richiesta “voglio che si faccia qui una cappella in mio onore”. La prima Messa vi fu celebrata il 13 ottobre 1921. Il 6 marzo 1922, mentre era ancora incompiuta, un ordigno collocato da elementi anticlericali la danneggiò gravemente, nello stesso clima di ostilità alla Chiesa che attraversava il Portogallo di quegli anni; fu ricostruita sullo stesso punto e i lavori ripresero già nel dicembre dello stesso anno. Alla sua destra cresce il grande leccio, risalente al 1917.

La Basilica di Nostra Signora del Rosario, in stile neobarocco, custodisce le tombe di Lucia, Francesco e Giacinta. Fu ideata dall’architetto olandese Gerard van Krieken e portata a termine da João Antunes: la prima pietra fu benedetta il 13 maggio 1928, la basilica fu consacrata il 7 ottobre 1953 e insignita del titolo da Pio XII. Un colonnato di duecento colonne, con un campanile di 65 metri, abbraccia la grande spianata antistante. L’interno, a navata unica, ha cappelle laterali con gli altari dei transetti che richiamano le stazioni della Via Crucis e, più in alto, i misteri del Santo Rosario; l’altare maggiore è in marmo rosa del Portogallo e nell’abside è raffigurata l’incoronazione della Vergine assunta in cielo. Ospita inoltre un grande organo a canne.

La Basilica della Santissima Trinità, moderna, circolare, inaugurata nel 2007, ha un diametro di 125 metri e può ospitare oltre 8.600 persone: qui papa Francesco celebrò la Messa del centenario, il 13 maggio 2017.
Il Piazzale del Santuario, grande quanto piazza San Pietro, ospita il Monumento al Sacro Cuore di Gesù, il monumento con un frammento del Muro di Berlino (donato nel 1994).
L’Esposizione permanente del Museo del Santuario di Fatima raccoglie oggetti di devozione ed ex voto arrivati da tutto il mondo, alcuni di grande pregio: tra questi, la celebre corona della statua della Madonna, in cui è incastonato il proiettile che ferì Giovanni Paolo II nell’attentato del 13 maggio 1981 — donato dallo stesso Papa al vescovo di Leiria-Fatima nel 1984.

Fuori dal recinto del santuario, percorrendo la strada che i pastorelli facevano ogni giorno per portare le pecore al pascolo tra Aljustrel e la Cova da Iria, si trova questa piccola frazione: conserva intatte, con l’arredamento dell’epoca, le case natali dei tre pastorelli, oggi trasformate in piccoli musei — tra cui la Casa di Lucia, qui a lato, e poco distante la casa della famiglia Marto, i cuginetti Francesco e Giacinta.
La madre di Lucia, Maria Rosa, si occupava della casa, era una fervente religiosa e insegnava il catechismo ai bambini del paese; la sera la famiglia si riuniva per ascoltare la lettura del Vangelo e recitare insieme il Rosario. Il padre, Antonio dos Santos, era contadino. L’abitazione di famiglia, insieme ad alcuni edifici contigui, è stata oggi sistemata e trasformata in parte in punto di accoglienza per i pellegrini e in parte in museo.

La Via Crucis: un percorso a tratti lastricato, tra ulivi e lecci secolari, conduce verso Valinhos, dove la Madonna apparve il 19 agosto 1917, e alla Loca do Cabeço, il luogo delle apparizioni dell’Angelo. Questo cammino — la Via Sacra “Caminho dos Pastorinhos” — parte dalla Rotunda Sul de Fátima, conosciuta anche come Rotunda dos Pastorinhos per la statua dei tre pastorelli con le pecore che vi si trova, e arriva fino al Calvário Húngaro: una via crucis in pietra realizzata dagli esuli ungheresi durante il regime comunista, originariamente intitolata al cardinale ungherese József Mindszenty, con la cappella dedicata a Santo Stefano re d’Ungheria.
Chi sono i tre pastorelli di Fatima? Lucia dos Santos, Francesco Marto e Giacinta Marto, cugini, residenti ad Aljustrel, frazione di Fatima.
Quante volte apparve la Madonna a Fatima? Sei volte, ogni 13 del mese da maggio a ottobre 1917, più tre apparizioni di un Angelo nel 1916.
Cos’è il miracolo del sole? Il fenomeno straordinario osservato da circa 70.000 persone il 13 ottobre 1917, quando il sole apparve ruotare su se stesso proiettando luci colorate.
Cosa dice il terzo segreto di Fatima? Una visione simbolica, resa pubblica nel 2000, interpretata come riferita alle persecuzioni della Chiesa nel Novecento e collegata, secondo la Chiesa stessa, all’attentato a Giovanni Paolo II del 1981.
Francesco e Giacinta sono santi? Sì, canonizzati da papa Francesco il 13 maggio 2017. Sono i più giovani santi non martiri della Chiesa cattolica.
E Lucia? È stata avviata la causa di beatificazione nel 2017; non è ancora stata dichiarata beata.
Quanti giorni servono per visitare Fatima? Un giorno intero basta per visitare con calma il santuario e la Cova da Iria; chi vuole includere anche Aljustrel, Valinhos e la Via dei Pastorelli trova giovamento in una seconda giornata, spesso abbinata nei nostri programmi a Lisbona o alla Spagna.
Cosa si intende per “centenario delle apparizioni”? Il 2017 ha segnato i cento anni dalle apparizioni del 1917: in quell’anno papa Francesco si è recato personalmente a Fatima, il 13 maggio, per canonizzare Francesco e Giacinta.
Perché il 13 è un giorno speciale a Fatima? Perché tutte le apparizioni della Madonna avvennero il giorno 13 del mese, da maggio a ottobre 1917: ancora oggi, il 13 di ogni mese, soprattutto da maggio a ottobre, il santuario vive momenti di preghiera particolarmente partecipati, con la tradizionale processione delle candele alla sera.
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Organizzazione a cura di Tu Sei Pietro Viaggi.